Ottobre 2008 Lettera di Annarosa che nel gennaio 2006 è andata come volontaria in Perù.
Sono passati due anni da quando sono tornata dal Perù, ma i ricordi sono ancora vividi nella mia mente, i ricordi di un’esperienza unica che ho vissuto in una realtà tanto distante dalla nostra, non solo per i Km. che mi separavano da casa.
L’arrivo: credo di non essere mai stata accolta così come “ una persona di casa” da persone mai viste né conosciute come quella sera di gennaio a Lima. Davanti a me non c’era alcuna certezza, non sapevo bene a cosa sarei andata incontro, un po’ di timore c’era. … Ma ogni viso che incontravo aveva un sorriso aperto che mi dava un po’ di più forza per affrontare la nuova realtà.
Oggi posso dire che la mia è stata un’esperienza forte, speciale che dentro mi ha cambiata.
Nel mio lavoro quotidiano di ostetrica sono venuta a contatto con situazioni cliniche e umane che qui non possiamo nemmeno immaginare. La povertà del Perù, il sistema politico, le condizioni di vita delle persone colpiscono nel profondo, ma quello che ancor di più colpisce è l’incredibile umanità ed ospitalità della gente che pur non avendo niente, ti offre tutto, tutto quello che ha con il cuore.
“Pane Condiviso” mi ha dato la straordinaria possibilità di poter conoscere questa realtà, di cercare di capirla e di poter dare un aiuto, pur minimo a chi ha davvero poco, molto, molo meno di noi.
E’ stato il Perù ad insegnarmi ad apprezzare le piccole grandi cose che noi diamo invece per scontate e dovute e in realtà non lo sono affatto: aver sempre a disposizione acqua fresca che non necessita di essere bollita per essere bevuta, poter camminare a piedi nudi per casa, aver a disposizione sempre acqua calda per lavarsi sembrano cose semplici e piccole, ma quando non le si ha, mancano ed impari ad apprezzarle. Oltre a tutto ciò, vedendo in Perù tante persone che soffrono e non possono curarsi per mancanza di denaro (o personale) ho maturato la decisione di intraprendere gli studi di medicina per poter un giorno, in qualche modo, ricambiare quanto ricevuto, offrire un aiuto da medico a queste persone che nel loro piccolo mi hanno dato veramente tanto e alle quali “Pane Condiviso”, cerca di venire incontro nelle necessità più urgenti e dà a tanti bambini la possibilità di sfamarsi ed anche di istruirsi per poter poi con le loro mani, migliorare la realtà che li circonda e la loro vita.
Grazie “Pane Condiviso”.

Annarosa