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25 maggio 2010 : Arriva Suor Dora!
Carissimi tutti,
con gioia e sorpresa vi comunichiamo che Suor Dora attualmente in Perù
ci raggiungerà per una breve visita nella prima settimana di giugno!
Attualmente Suor Dora si occupa della Casa Famiglia Hogar, dove vive con
12 ragazzine delle quali è madre, padre, confidente, educatrice …
insomma è tutto; seguendo un progetto che stava tanto a cuore alla
nostra cara Suor Edy.
Ci ritroveremo per un saluto a Suor Dora e ascoltare le ultime notizie dal
Perù:
domenica 6 giugno a Rive D’Arcano (UD) nella Pieve di S. Martino alle
10,50.
Ivana e collaboratrici
20 febbraio 2010 - Ci scrive Daniela:
Cara Mary,
ho sentito Suor Dora al telefono e ti mando le ultime novità dalla
casa Hogar di Chiquian.
Il neonato per cui era tanto in pena ha ora tre mesi e sta meglio grazie
alle cure e al latte portato dai volontari di Novara. Non è all’Hogar,
ma con la sua mamma e viene costantemente seguito dai volontari.
Presto verrà a far parte dell’hogar una nuova bambina di 13
anni, anche lei con una storia tristissima alle spalle. Il papà è
andato all’estero…lei era rimasta per giorni sola nella puna
a vegliare le mamma morta.
La famiglia di Suor Dora avrà così 12 figli. Lei Si dà
da fare in mille modi tra tante difficoltà. Ha problemi agli occhi
e il mal di testa, ma è ugualmente piena di progetti per i suoi bambini.
E’ soprattutto in pena per le più grandi che tra un anno compiranno
i 18 anni e termineranno la scuola. Ma non per questo saranno ancora autonome
ed indipendenti e Suor Dora teme che, dovendo uscire dall’Hogar, non
trovino una lavoro e una sistemazione soddisfacente. Tanto amore e tante
cure per crescerle e poi doverle lasciare andare così … senza
prospettive. Il suo affetto di mamma ha pensato ad un progetto per accompagnare
le sue ragazze anche oltre l’hogar. Andrebbero in città, a
Huaraz, dove c’è la possibilità di studiare e di lavorare:
un progetto molto bello e ben organizzato che ci farà avere per e-mail.
Ha però bisogno dell’aiuto di una volontaria/o perché
la missione di Huaraz non ha consorelle disponibili. Quindi lancia a noi
quest’appello:
UNA VOLONTARIA PER L’ANNO PROSSIMO A HUARAZ!
Ci segnala ancora un problema: avrebbe bisogno di un mezzo di trasporto
per accompagnare i suoi bambini dal medico, dallo psicologo e per le mille
esigenze di una famiglia di 12 figli. Un ente benefico le fornirebbe il
mezzo ad un costo veramente contenuto, ma Suor Dora deve trovare almeno
i $ 5.000 iniziali.
Come vedi i problemi non mancano e all’hogar non ci si annoia mai.
Ora, durante le vacanze scolastiche, le ragazze stanno facendo bellissimi
portachiavi e portacellulari in perle di vetro. Per venderli, naturalmente.
Peccato che siamo così distanti!
Spero di averti informata un po’ e ti auguro buona notte
Daniela
23 settembre 2009 - Ci scrive Suor Dora responsabile della Casa Famiglia “Hogar "
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Carissimi amici di
“Pane Condiviso” ad oggi le bambine di cui noi della casa Hogar ci prendiamo cura sono 11 e vanno dai nove ai diciotto anni, da pochi giorni ci sono anche due bambini che vivono qui; le attività che svolgiamo durante le nostre giornate sono molteplici: ci prendiamo cura dell’orto, delle galline e dei porcellini d’india, abbiamo un campo in cui coltiviamo le patate, facciamo dei lavoretti manuali da mandare in Italia e, durante le manifestazioni sportive o durante le feste, prepariamo e vendiamo gelati o altre leccornie per cercare di far fronte alle piccole necessità. Ci si sveglia alle sei e si iniziano a sistemare le stanze, si da una pulita generica al pavimento e si sistemano le cose usate per poi iniziare a prepararsi per andare a scuola; ogni giorno le bambine più grandi (a rotazione) preparano, con noi, il pranzo e la cena, mentre a turno le più piccole riordinano, lavano i piatti e aiutano a sistemare la cucina e la sala mensa; inolte, tutti i giorni (sempre a turno) si occcupano di portare un pasto caldo a due persone molto povere di Chiquiàn..... |
23 dicembre 2008 - Lettera di Annarosa che nel
gennaio 2006 è andata come volontaria in Perù.
Sono passati due anni da quando sono tornata dal Perù, ma
i ricordi sono ancora vividi nella mia mente, i ricordi di un’esperienza
unica che ho vissuto in una realtà tanto distante dalla nostra, non
solo per i Km. che mi separavano da casa.
L’arrivo: credo di non essere mai stata accolta così come “
una persona di casa” da persone mai viste né conosciute come
quella sera di gennaio a Lima. Davanti a me non c’era alcuna certezza,
non sapevo bene a cosa sarei andata incontro, un po’ di timore c’era.
… Ma ogni viso che incontravo aveva un sorriso aperto che mi dava
un po’ di più forza per affrontare la nuova realtà.....
da Ricordando Suor Edvige Contardo
" Suor Edi nasce a Rive d’Arcano il 10 luglio 1916. Il papà,
agricoltore, era un grandissimo lavoratore, con principi religiosi e morali
molto saldi. Quando il fratello torna mutilato dalla guerra del ’15-’18,
lui lo accoglie in casa, unendo le famiglie per affrontare meglio il duro
lavoro dei campi e il compito non facile di allevare i figli.
Così Suor Edi comincia la sua dura e serena esistenza: “Eravamo
in quindici nella mia famiglia”, dice, “i miei genitori, gli
zii, la nonna, che, da buona padrona di casa, gestiva tutto, cinque fratelli
e sorelle, noi e cinque cugini che consideravamo
fratelli”.
“La vita religiosa” racconta Suor Edi “era auspicata ancor
prima che io nascessi...."
...da Agosto 2007 VIAGGIO IN PERU’: appunti per le amiche
di ”Pane Condiviso
di Felice e Daniela Colonna
"......A Huaraz abbiamo incontrato le volontarie
Elena e Laura entrambe della provincia di Novara. Ci raccontano che alla
casa Emmaus sono ospitati 6 ragazzi handicappati (sordità, handicap
mentale etc.) e ci informano che al comedor mangiano ogni giorno circa 150
persone, il numero è variabile. Loro tengono un elenco e chiedono
un piccolo contributo. I ragazzi delle superiori pagano un sol e mezzo,
i bambini della materna e delle elementari mezzo sol (un sol vale 25 centesimi
di Euro). Circa una ventina non danno nulla, non possono. Dalle istituzioni
il comedor riceve pochissimo, ma si deve tener conto che ci sono ben altri
150 comedores nella provincia di Huaraz.
Il comune passa due sacchi di riso e 5 litri di olio al mese, la metà
del riso necessario. Lo stato dà un piccolo contributo e una o due
volte all’anno l’organizzazione salesiana “Mato Grosso”
fornisce qualche derrata. Il rincaro dei prezzi crea altre difficoltà.
Il pane è più caro di prima: “con un sol si compravano
10 panini, ora solo 7” ci dicono. L’aiuto di “Pane Condiviso”
è perciò fondamentale...."
